Calcio

Napoli, i ladri dopo il caos

Zielinski: "Il Napoli non era all'altezza degli standard"

Non c’è pace intorno al Napoli. Dopo l’ammutinamento dei calciatori che hanno rifiutato il ritiro forzato, nelle ultime ore si è verificato un tentato furto in casa del brasiliano Allan. Il centrocampista, considerato uno dei presunti rivoltosi dello spogliatoio, ha ricevuto la visita inattesa dei ladri. Alcuni malviventi si sono introdotti infatti al secondo piano della villetta del giocatore a Pozzuoli. In quel momento solo il giocatore era assente, mentre la moglie si trovava a un piano diverso dell’abitazione. Successivamente i due coniugi si sono accorti dell’intrusione e hanno chiamato il 112. I militari dell’Arma sono intervenuti e hanno poi compiuto i rilievi del caso per ricostruire l’accaduto.

I carabinieri stanno indagando per l’ipotesi di tentato furto, ma nessuno esclude che gli avventori volessero semplicemente produrre un’intimidazione verso Allan. Specie dopo la confusione sorta in questi giorni nell’ambiente calcistico napoletano. Insomma, il timore è che i calciatori abbiano fatto indispettire troppo alcuni tifosi che si sarebbero voluti vendicare del mancato rispetto nei loro confronti. In ogni caso, non c’è ancora nessuna certezza che Allan fosse effettivamente a capo della rivolta della squadra.

Dopo lo spavento, la moglie del centrocampista si è sfogata su Instagram.  “Credo che adesso si stia davvero esagerando e io non ne posso più, prima mio marito viene attaccato non per quello che fa in campo, ma per presunte accuse create ad arte da chi vuole distorcere la verità… e poi io vengo ogni giorno insultata sui social con parole dispettose. Questa settimana anche mentre faccio la spesa. Ieri sera si aggiunge questa paura enorme! Gente che entra nascosta in casa nostra in pieno giorno, con me da sola a casa, poi mettendo caos sporcando tutto nella stanza dei bambini, la nostra intimità violata. I miei figli che piangevano terrorizzati! Da quando siamo arrivati a Napoli siamo stati accolti benissimo, ma ora la gente non può usare notizie false per fare cosi a una famiglia con bambini, questo non è calcio, questo non è tifo…”.

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