Calcio

Mancini non si accontenta

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Roberto Mancini è pronto all’ultima partita del 2019 con la Nazionale, che potrebbe consegnargli contro l’Armenia il record di vittorie in solitaria. “Il nostro obiettivo iniziale non era quello di vincere tutte le partite, ma di fare, appunto, qualcosa di diverso, di cercare un calcio vincente, coraggioso. I ragazzi hanno raccolto subito la sfida. Abbiamo scelto giovani di buona tecnica, anche se magari non avevano altre qualità. Essere giovani vuol dire poter alimentare la corsa e il pressing che vogliamo. Se recuperiamo la palla vicino alla loro porta, è più facile fare gol e più difficile subirlo. La tecnica ti consente di tener palla e di fare il nostro calcio offensivo”.

Come spiegato in conferenza, il ct vede ancora delle mancanze. “Ce ne sono, dobbiamo ancora crescere molto. Per esempio, a Zenica siamo arretrati troppo dopo il 2-0 e il 3-0. Può accadere se l’avversario te lo impone, ma in quel caso dobbiamo difenderci molto meglio di come abbiamo fatto venerdì, chiudendo di più gli spazi e pressando di più nella nostra metà campo. Ma ricordiamoci che non siamo nati in Bosnia. Già nella partita di Bologna in Nations League con la Polonia, dopo un brutto primo tempo, avevamo fatto molto bene. A Genova abbiamo dominato l’Ucraina, che si è qualificata all’Europeo, e a Milano abbiamo fatto altrettanto contro il Portogallo campione d’Europa. C’è stata una crescita continua”.

Infine, qualche indicazione sulla formazione. “Dipenderà anche dalla stanchezza. Vediamo quanto abbiamo recuperato. L’intenzione è di fare 5-6 cambi. Giocheranno di sicuro Sirigu, Biraghi, Romagnoli, vedremo come sta Bonucci. Chiesa e Immobile senz’altro. Zaniolo? Vediamo… Mi aspetto una grande prova da Chiesa, da lui e da quelli che non hanno giocato in Bosnia, che devono dimostrare di meritarsi di esser qui. La partita per la classifica non conta, ma crescere vuol dire anche metterci la stessa concentrazione e le stesse motivazioni delle gare importanti. Le grandi squadre fanno così”.

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