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Marotta parla del mercato

Marotta: 'la Juve è un team competitivo'

Beppe Marotta ha parlato del mercato dell’Inter ai microfoni di Sky prima della sfida odierna con il Lecce. “Politano-Spinazzola? Innanzitutto penso ci sia stato un clamore mediatico eccessivo. Spinazzola è un ottimo professionista che ho conosciuto alla Juve. Credo che nel calcio le trattative prima di essere definite devono passare attraverso valutazioni tecniche, sanitarie, economiche e fisiche. Terminate queste valutazioni, la società non poteva definire questa operazione e ho comunicato al mio collega della Roma che non potevamo effettuare quest’operazione. Parliamo di un’operazione da 50 milioni, considerando anche gli emolumenti. Ricordo che Santon per tre volte non ha trovato collocazione per situazioni analoghe, anche a me sono successe cose simili”.

“Le foto a Roma di Politano non dipendono dalla nostra gestione e d’altronde Spinazzola non ha fatto foto con noi… Poi siamo in un mondo dove queste cose capitano e capiteranno in futuro. Massimo rispetto per Politano, col quale abbiamo parlato spiegandogli la situazione. Siamo professionisti abituati a vivere con queste situazioni, oggi è un nostro giocatore e valuteremo il suo futuro nel migliore dei modi da qui alla fine del mercato”, ha aggiunto Marotta in merito.

Eriksen, invece, potrebbe attendere. “Non è un nostro giocatore, è del Tottenham. Sappiamo tutti che va in scadenza a giugno. Il fatto di essere a cena col procuratore anche di Eriksen è legittimo, autorizzato dal regolamento vigente e non è limitante nel nostro lavoro. Da qui a dire che arriverà a gennaio o giugno ne passa molto. La concorrenza è tanta, quindi non so cosa succederà. Posso dire che è un grande giocatore. Giroud? Normale che il management, in questo caso anche Piero Ausilio, lavori per imbastire delle trattative ed è normale che c’è il rischio di non arrivare alla conclusione per molteplici ragioni. Ci abbiamo parlato con l’entourage di Giroud e verranno fatte le giuste valutazioni. Può essere legato a Politano, ma nel calcio quello che non succede oggi succede domani. Moses è un candidato, sicuramente”.

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