Calcio

Serie A, cambia ancora il protocollo

prima giornata serie a

Alcuni dei problemi sollevati dai club di Serie A tra ritiri forzati e responsabilità dei medici potrebbero aver già trovato soluzione. Tuttavia, le società hanno sottolineato la difficoltà oggettiva nel trovare in questa fase una struttura in grado di accogliere un intero gruppo squadra, come richiesto dal protocollo. Il ministro Vincenzo Spadafora ha già fatto retromarcia. “Gli allenamenti del calcio potranno ripartire da lunedì, come per tutti gli sport di squadra, anche se mantenendo le giuste distanze. Se non ci sono le condizioni, le società non auto-isolino le loro squadre, i giocatori tornino a casa. Per noi va bene, purché rispettino sempre le regole di distanziamento”.

Si continuerà così a lavorare come nei giorni scorsi, con gruppi ristretti di calciatori. “Dobbiamo valutare l’evoluzione della situazione nei prossimi 10 giorni, quelli successivi alla vera riapertura. Se la curva dei contagi ce lo consentirà, massima disponibilità a rivedere in maniera meno stringente anche questa regola. Da parte nostra, nessuno ostruzionismo”, ha spiegato il ministro dello Sport, attaccato da Ivan Zazzaroni sul Corriere. “In Germania – bontà loro – non hanno allo sport Vinzenz Schwertaus (serve la traduzione?), quello che in assenza di argomenti si è addirittura aggrappato alle proteste del tifo organizzato e a una norma capestro (la quarantena di squadra al primo positivo) imposta dal Cts”. 

Per quanto riguarda la responsabilità penale dei medici è si è espresso invece Gabriele Gravina. “L’Inail ha già chiarito con una sua circolare, peraltro valida non solo per i medici ma anche per altri settori, che c’è responsabilità solo in caso di dolo o colpa grave”.

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