Calcio

Sarri: “Avevo paura della secchiata”

I trasferimenti del Napoli dipendono dallo status di Sarri

Maurizio Sarri è stato tra i più scatenati negli spogliatoi al triplice fischio finale di Juventus-Sampdoria. Il tecnico è stato prima imbrattato con la schiuma da barba da Cuadrado, poi ha stappato e bevuto lo spumante: è il suo primo scudetto, il nono consecutivo per i bianconeri. “Cristiano e Dybala fanno la differenza, la grande parte dello scudetto è merito loro. Questa stagione è stata difficile. Vincere è difficile in una squadra che vince da tanti anni. Non è stata una passeggiata restare ad alti livelli, non bisogna mai dare nulla per scontato”, le prime parole del tecnico dopo il trionfo.

“Il presidente è un grande personaggio, ti sta vicino soprattutto nelle sconfitte e ti dà grande carica. I dirigenti sono persone con cui puoi sempre scambiare opinioni, ci sono sempre, la società qui è una componente importante. A livello di organizzazione è a livello delle top europee. Questo è stato un campionato particolare, durissimo, faticosissimo. Averlo vinto con due giornate di anticipo è un merito. Sono andato via prima del fischio finale per paura della secchiata, ho preferito aspettarli dentro, però mi hanno preso lo stesso”, ha aggiunto.

“Qui bisogna entrare in punta di piedi e cominciare piano piano a cambiare le cose che per te non vanno, non puoi farlo di punto in bianco: secondo me sarebbe anche poco intelligente. Il Lione? Per un giorno non ci voglio pensare, spero solo di non perdere Paulo, temo sia un problema muscolare. Per De Ligt dovrebbe trattarsi solo di crampi. Non lo so se sono sottovalutato, so che di allenatori in attività che hanno vinto in Italia e in Europa ce ne sono pochi. Molto pochi. La costante di questi nove anni è la società. Questa società ti mette in condizione di poter vincere, all’esterno può sembrare una società fredda, ma nei momenti difficili ti sta vicino. Penso ci sia molto di loro in questo filotto di scudetti”. Negli spogliatoi, Maurizio Sarri si è anche lasciato andare a una battuta con Bonucci: “Se avete vinto con me, siete forti”.

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