Calcio

Serie A, negati i tifosi allo stadio

prima giornata serie a

La Serie A resta senza spettatori. Il protocollo sui tamponi per le squadre di calcio rimane infatti così com’è e gli incontri continueranno a svolgersi a porte chiuse. Questo l’orientamento che è stato ribadito nelle ultime ore nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico, dopo le richieste arrivate dal mondo del calcio. Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina aveva infatti parlato della possibilità di riaprire gli stadi come naturale conseguenza della riapertura delle scuole. Il numero uno della federazione aveva espressamente chiesto di modificare il protocollo sui tamponi, ritenendo “insostenibile” l’attuale normativa. Si parla di un prelievo ai calciatori ogni quattro giorni. Il ministero dello Sport starebbe preparando una relazione sulla scansione delle partite della stagione 2020/21 e sulla possibilità di dilatare la frequenza dei tamponi. L’obiettivo è provare a convincere un Cts che al momento appare inamovibile.

Fonti interne al Comitato, citate dall’Ansa, hanno fatto notare che Il calcio è uno sport di contatto. Erano stati gli stessi vertici del pallone a proporre la soluzione che è attualmente in vigore per quanto riguarda i test alle squadre. Il ministero ha però evidenziato ai tecnici come la necessità dei tamponi ogni quattro giorni era legata al calendario compresso del finale di stagione. Pertanto, almeno su questo aspetto, potrebbe esserci un margine di manovra.

Per quel che concerne la riapertura degli stadi al pubblico è invece stato ribadito che non sussistono le condizioni epidemiologiche. Per capire se e come riammettere un numero limitato di tifosi bisognerà aspettare una verifica del trend dei contagi a inizio ottobre. Niente da fare per il momento, nonostante in Francia, con 10.000 contagi al giorno, siano ammessi 5.000 spettatori.

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