Calcio

De Luca contro Agnelli

In attesa che il Giudice sportivo faccia chiarezza sul caso di Juventus-Napoli, continuano le polemiche furiose tra la società di Agnelli e l’ambiente azzurro. Ad alzare i toni con parole di fuoco ci ha pensato anche il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca, che in una diretta Facebook si è rivolto direttamente al presidente bianconero. Le parole di quest’ultimo a latere della partita non giocata sono state considerate semplicemente “vergognose”. “Mi pareva doveroso fare una puntualizzazione, visto che non sono arrivati i ringraziamenti che dovevano essere rivolti alle ASL e al Napoli perché abbiamo evitato di contagiare Ronaldo. La Juventus, per bocca del suo presidente, ha fatto una dichiarazione penosa, imbarazzante. Dicendo che siccome c’è un protocollo sarebbero andati allo stadio per fare una dura competizione con i raccattapalle”.

“Il presidente della Juve è un uomo appassionato, oltre che di palle e palloni, credo anche di filosofia. Mi permetto di ricordargli quello che diceva Schopenhauer: la gloria bisogna conquistarla, l’onore basta non perderlo. Se io mi fossi comportato così, sentirei di aver perduto il mio onore sportivo. Come ci si può ridurre alla meschinità di pretendere di vincere un incontro con gli antagonisti messi in quarantena non per volontà propria, ma da una ASL? C’è stata già l’esperienza del Genoa, ma provate a immaginare se il Napoli avesse fatto la stessa cosa. Andiamo in allegria, tutti positivi di virus e di spirito, a fare l’incontro di pallone. Poi magari una settimana dopo, Ronaldo positivo. Avremmo conquistato i titoli del New York Times, per la gloria dell’Italia”, ha aggiunto De Luca.

“Sul caso Juventus-Napoli le Asl Napoli 1 e Napoli 2 hanno fatto esattamente quello che prevede la legge a fronte del protocollo Figc. Che è un atto privato e che non conta niente dal punto di vista della legge e della sanità. Hanno fatto quello che prevede la legge e che prevede il Ministero della Salute. Cioè mettere in isolamento domiciliare i contatti stretti per fare i tamponi e per assicurarsi, dopo i tempi di incubazione, che quelli controllati siano negativi. E’ intervenuta una complicazione, cioè che la Figc fa un protocollo in deroga rispetto alle disposizioni del Ministero e della Regione relative ai positivi. E qui si apre un piccolo polverone”.

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