Calcio

Conte torna su Eriksen

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Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa della sfida di San Siro col Torino. “Arriviamo a questa gara con tre positivi, ma per il resto sono rientrati tutti e tutti sono a disposizione, tranne Pinamonti, anche se c’è chi ha giocato in maniera importante con la nazionale e chi meno. La situazione è difficile, ma non solo per l’Inter. Per chi affronta le competizioni europee la difficoltà si alza, perché giochi partite impegnative, ma è tutta la situazione ad essere difficile. Lo è da inizio anno, lo sarà fino a Natale e anche dopo, lo sappiamo benissimo. Dovremo cercare di affrontare la situazione nel miglior modo possibile, sperando che la buona sorte ci sorrida un po’ tra infortuni e positività”.

Eriksen? Quanto al discorso della conoscenza dell’italiano non lo so. Dico sempre che faccio le scelte per il bene dell’Inter. Penso che Christian abbia avuto tantissime occasioni, ha giocato più di tanti altri. Quando lo riterrò opportuno lo sceglierò nell’undici iniziale o a gara in corso. Altrimenti prenderò altre decisioni. Play basso? Secondo me no, assolutamente. È un ruolo che penalizzerebbe troppo il calciatore. Christian ha una dote importante, ha un calcio di destro e sinistro importante. Se la migliore dote gliela togli, e lo metti davanti alla difesa, lo snaturi totalmente. Questo è un giudizio tecnico, poi è inevitabile che altri possono dare altri giudizi, ma credo che quello dell’allenatore sia più importante di altri”.

“Io penso che dobbiamo solo lavorare. Conosciamo i nostri pregi e difetti, cosa che dall’esterno non si riesce a capire. Per il resto dobbiamo pensare a noi stessi. Mi auguro sempre che ci sia onestà intellettuale da parte di tutti, soprattutto da chi deve dare giudizi. Per il resto possiamo anche essere orgogliosi di questo, perché in un anno essere considerati più competitivi anche nei confronti di squadre che vengono da un dominio assoluto in Italia ha del miracoloso. Mi auguro che l’equilibrio rimanga fino alla fine. Più equilibrio ci sarà per scudetto e zona Champions, più faranno la differenza cose come il lavoro, l’organizzazione e la mentalità. Negli anni passati l’equilibrio non c’è mai stato”, ha aggiunto.

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